Ansia e panico: cosa sono e perché accadono.

“Circola una storiella curiosa sulle rane. Si dice che se ne butti una dentro una pentola di acqua bollente, d’istinto schizzerà fuori con una zampata per salvarsi la vita. La stessa rana però finirà bollita se la metti in una pentola di acqua tiepida con la fiamma bassa. All’inizio il tepore sarà addirittura confortevole, ma poi, a mano a mano che l’acqua si scalderà, la rana cercherà di adattarsi e si renderà conto dei pericoli troppo tardi, quando la temperatura l’avrà resa troppo debole per saltare fuori dalla pentola e, poverella, finirà
bollita.”

Dal libro “La rana bollita: il libro che prende per mano chi soffre di ansia e attacchi di
panico” di Marina Innorta.

Questa storia è una metafora di quello che può succedere quando soffochiamo un
malessere che è sempre più difficile mettere sotto il tappeto. Se continuiamo a non
ascoltare le nostre emozioni possiamo arrivare a sentirci talmente stanchi e sfiniti, da non
avere più la forza di reagire. Spesso l’ansia è un segnale che ci indica che qualcosa nella
nostra vita non sta andando per il verso giusto, quindi ascoltarla e prendercene cura,
come un prezioso messaggio, è la prima mossa vincente per saltare via dal nostro
personale pentolone d’ acqua bollente.

L’ansia è un’emozione naturale che serve ad avvisarci della presenza di una minaccia più
o meno imminente, reale o percepita.

Questo stato di iperattivazione psicologica e fisica viene prodotto dal nostro cervello con
l’obbiettivo di impedirci di rilassarsi, facendoci così rimanere in uno stato di vigilanza,
pronti a reagire in caso si presentasse un pericolo o una minaccia.

L’ansia si manifesta come un mix di sensazioni fisiche, emozioni e pensieri stressanti.
Ti sei mai sentito ansioso? Se è così, prova a pensare a cosa ha attivato questo stato.

Prova a descrivere i sintomi che hai riscontrato su un foglio e quanto tempo ci è voluto
affinché l’ansia scomparisse. Condividi se vuoi ciò che scrivi con qualcuno di cui ti fidi.

Ecco alcuni sintomi che potresti aver incontrato:

  • Appetito mancante
  • Arrabbiarsi per tutto
  • Stancarsi facilmente
  • Frequenza cardiaca elevata
  • Difficoltà ad addormentarsi
  • Mal di testa
  • Fiato corto

Una situazione comune di ansia, si presenta ad esempio spesso tra gli studenti.
Lo stato di ansia sana precedente alle interrogazioni spinge gli studenti ad impegnarsi
maggiormente nello studio o in una attività, altrimenti, un’eccessiva tranquillità e senso di
sicurezza potrebbe portare a sottovalutare la prova da affrontare.

Tuttavia, in alcune situazioni l’ansia da alleata può trasformarsi in un vero e proprio
nemico.

Si pensi a quelle situazioni in cui l’ansia si struttura in vero e proprio disturbo psicologico.
Nel caso del disturbo da attacchi panico, ad esempio, l’ansia ci travolge all’improvviso
senza alcun motivo apparente, costringendoci a fermarci ed impedendoci, a volte, di
svolgere la nostra vita normalmente.

Il ciclo dell’ansia.

Il ciclo dell’ansia si attiva quando una persona percepisce come minaccia una sensazione corporea,
un pensiero, un’emozione, un evento o una situazione. Tale percezione provoca profonda
apprensione e preoccupazione, cioè ansia. La persona tende a interpretare in modo catastrofico le
sensazioni fisiche e mentali associate all’ ansia e si preoccupa ulteriormente convinta di essere in
mezzo ad una catastrofe. Tutte queste sensazioni possono crescere di intensità fino a sfociare in
un attacco di panico vero e proprio.

Successivamente, poiché l’esperienza di un attacco di panico è particolarmente sconvolgente, la persona farà di tutto per evitare che esso si ripresenti.
Tuttavia, i comportamenti che vengono messi in atto per cercare di evitare un ulteriore attacco d’ansia agiscono essi stessi come stimoli ansiogeni.

Un altro comportamento poco funzionale è quello di concentrarsi sulle proprie sensazioni
corporee.
Le persone, infatti, tendono a credere che concentrandosi sul proprio corpo possano gestirlo
meglio.
In realtà, tenere l’attenzione concentrata sulle proprie sensazioni fisiche porta come conseguenza il percepire qualsiasi stimolo corporeo, anche il più piccolo ed innocuo, che tende poi ad essere interpretato in maniera distorta come sintomo di una malattia.

Attacco di panico, come intervenire.

Nel corso dell’attacco di panico, la persona focalizza l’attenzione sulle proprie sensazioni
corporee e sui pensieri e paure irrazionali come la paura di morire o di perdere il controllo.

In questa fase è importante agire direttamente su questi pensieri negativi.

In questo momento è utile aiutare la persona a sostituire pensieri e paure irrazionali con
pensieri più aderenti alla realtà e più funzionali.

Può concentrarsi intensamente sulle seguenti tre affermazioni e ripeterle mentalmente.

  1. L’ansia non è pericolosa. Nessuno è mai morto durante un attacco di panico.
  2. L’ansia è un’emozione e ha una durata limitata nel tempo. Ha un inizio e una fine.
  3. Tra poco tutto passerà.

Attraverso la ripetizione di queste frasi, il dialogo interno dei pensieri cambierà. Frasi di
questo tipo servono a fare capire alla persona che sta vivendo un’esperienza normale, che
succede a molti, e possono fungere da veri e propri pensieri ansiolitici e antipanico.

Inoltre, è molto importante cercare di uscire dallo stato di iperventilazione per ripristinare
una respirazione il più possibile regolare e rilassata. Quando l’ansia diventa ingestibile e
non si riesce da soli a controllarla, può essere utile rivolgersi ad uno psicologo, attraverso
la psicoterapia, infatti, il circolo dell’ansia descritto può essere interrotto.

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Elena Colombo Psicoterapeuta.

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