Schemi relazionali. La storia di Lara.
Lara è consapevole di essere incastrata in schemi relazionali vecchi e vuole liberarsene. Mi racconta d’ un fiato la sua storia: ha imparato a dare la priorità alle altre persone, sempre e ora è desiderosa di smontare i copioni che stanno guastando le sue relazioni personali e per i quali sta anche rischiando il burnout.
Nota: ho creato questo racconto sulla base della mia esperienza, come esempio di una situazione che è possibile trattare con il percorso psicologico compatto.
Lara è una brava ragazza
Lara è sempre stata una cosiddetta brava ragazza: sai, educata e rispettosa, gentile, attenta a non offendere, a non uscire mai dai margini, a non essere sopra le righe.
A Lara tutto questo riusciva benissimo perché le è stato insegnato che fare la brava è la chiave per essere accettata, ben voluta e accolta. Così è cresciuta coltivando una grande sensibilità verso le altre persone: le è facile riconoscere i cambiamenti dell’umore nel tono di voce, nello sguardo, in un gesto e si adatta al volo.
Nel corso degli anni Lara era diventata una maga nell’adattarsi alle relazioni
e nel dire la cosa giusta al momento giusto.
Lara si mette sempre da parte
Sembrerebbe tutto molto bello se non fosse che Lara, a forza di mettere i bisogni e i sentimenti degli altri ben al di sopra dei suoi, si è persa di vista. Rispetta tutti e tutte, tranne che se stessa!
D’altro canto, lei ha imparato che se fa la brava ottiene riconoscimento e appartenenza, no? E, per lei, questo conta più del rispetto di sé.
Fino al suo trentesimo anno di età.
Lara scopre che fare la brava non funziona
Lara svolge, guarda caso, una professione sanitaria, di cura. Dopo la laurea si è ritrovata in un grande ospedale in cui destreggiarsi tra le relazioni è come stare nella giungla.
Non riesce a ritagliarsi un proprio spazio e a guadagnarsi il rispetto di colleghi e colleghe e fa i conti con personale aggressivo e prepotente sia di pari livello sia nel gruppo dirigente.
In quanto a rispetto, riconoscimento e appartenenza, nonostante il suo impegno, neanche l’ombra.
Fare la brava non funziona.
Si è trovata riempita di lavoro e pressioni eccessive sin dal primo giorno, fino a che ha raggiunto un sovraccarico di stress, ansia e agitazione che rasentano il burnout e la portano a chiedere un supporto psicologico.
È uno schema relazionale che si ripete
Durante i primi colloqui, Lara mi ha raccontato che questa sua disponibilità la fa sentire invasa nel lavoro e in famiglia, persino con i partner.
Non si è mai sentita libera di prendere decisioni, di dire un no e di prendere spazio per sé. Nelle relazioni di coppia, si è sempre annullata e è stata estremamente
accondiscende ai bisogni dell’altro, dimenticandosi di sé.
Questo, mi dice, alla lunga porta ad accumulare rabbia e risentimento e a reprimerli fino allo stremo. Non sa più quante volte, arrivata al limite, è esplosa logorando e distruggendo le relazioni.
Lara si era accorta dello schema relazionale ripetuto. Sa che ha bisogno di cambiare qualcosa.
Iniziare a cambiare schema relazionale
Durante il percorso, abbiamo definito la necessità di impostare dei confini relazionali più solidi e
abbiamo messo a fuoco:
- la storia della sua difficoltà a mettere confini (Lara qui era ferratissima!);
- le strategie per riconoscere i propri bisogni;
- i modi e i tempi per comunicarli in modo chiaro.
Nello specifico, Lara ha imparato esercizi psicoeducativi e corporei per ascoltare le reazioni del suo corpo quando sente violati i confini e per ridefinire i confini.
Abbiamo iniziato con tecniche psicologiche che guidano a riconoscere i bisogni. Pensa che solo riconoscerli, senza ancora sapere come soddisfarli, ha aiutato Lara a stare molto meglio!
Poi siamo passate a esprimere i suoi bisogni attraverso un training all’assertività che abbiamo applicato a situazioni semplici e poi via via più complesse.
Stabilire i confini relazionali per proteggere la propria identità
I confini relazionali sono necessari per la salute mentale e il benessere e per proteggere la nostra identità.
Possiamo visualizzarli come i limiti che impostiamo ogni volta che
entriamo in relazione con altre persone e che ci indicano ciò che è accettabile e inaccettabile del modo in cui si comportano con noi.
Sono i confini relazionali a farci dire di no o di sì nei momenti opportuni, a consentirci di prenderci cura di noi, di decidere quando qualcosa non ci piace e di chiedere quello che desideriamo.
È egoismo? No, anzi! Immaginali come una maschera d’ossigeno in aereo: prima indossi la tua e solo allora puoi prenderti cura delle altre persone. Viceversa, potresti non salvare né te né chi ti è accanto.
Lara ora sa costruire e mantenere i confini
Lara ha imparato a mettere i confini, nel lavoro e nella vita privata. Ha cambiato atteggiamento in reparto e non le viene più chiesto di occuparsi di qualsiasi cosa senza rispetto. Sta costruendo nuove relazioni di colleganza fondate sulla parità, l’equilibrio e il diritto di dire la sua.
Nella sua relazione di coppia, sa comunicare quello che le serve e le piace e si sono irrobustite la connessione e la complicità con il suo compagno. Anche con la sua famiglia d’origine stanno cambiando gli equilibri: non potrà cambiare il modo in cui si relazionano a lei, però può arginare le pretese e scegliere per sé, con consapevolezza.
Il percorso Relazioni libera dalle pressioni esterne
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